CACCIA. PELLEGRINO (AVS): DDL MALAN È ATTACCO AD AMBIENTE E SICUREZZA
(ACON) Trieste, 18 giu - "Il disegno di legge 1552 a prima
firma Malan, senatore di Fratelli d'Italia, approdato in Aula al
Senato, non è una riforma dell'attività venatoria, ma una vera e
propria deregulation che stravolge la legge 157/1992, esponendo
il nostro patrimonio faunistico e i cittadini a rischi
gravissimi. Siamo di fronte a un testo pericoloso, che ha già
incassato le bocciature dell'Unione europea e del Consiglio
d'Europa". Così in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della notizia
della presentazione del ddl Malan in Senato, "con cui si dà il
via libera all'attività venatoria in spregio alla direttiva
Uccelli (2009/147/Ce, ex 79/409/Cee) e alla direttiva Habitat
(92/43/Cee), che sono i due pilastri normativi europei per la
tutela della biodiversità", spiega ancora Pellegrino.
"Le modifiche previste dal ddl 1552 - prosegue - rappresentano
una resa incondizionata alle frange più estremiste del mondo
venatorio e agricolo. Aumentare le specie cacciabili, allargare i
periodi di caccia e ridurre le tutele nelle aree protette e nel
demanio costiero significa fare un salto indietro di decenni. Si
vuole trasformare il nostro territorio in un bersaglio libero,
calpestando i pareri della comunità scientifica e le normative
comunitarie sulla tutela degli habitat".
"Come se non bastasse - incalza la consigliera, che è anche
vicepresidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale
- l'impianto normativo è fortemente a rischio di
incostituzionalità e ignora del tutto il tema fondamentale della
sicurezza pubblica. La tutela del patrimonio naturale dello Stato
non può essere subordinata a logiche di sfruttamento o a una
visione ideologica che considera gli animali come semplici
bersagli da eliminare, ignorando l'equilibrio degli ecosistemi".
Secondo Pellegrino "questo disegno di legge non è una riforma, ma
un attacco frontale al patrimonio naturale di tutti gli italiani.
Ribattezzarlo 'caccia selvaggia' non è un'esagerazione, ma la
drammatica realtà di un testo che calpesta le più elementari
regole di tutela degli uccelli e degli habitat. Aver trasformato
i cacciatori in presunti bioregolatori, sminuendo il parere
scientifico dell'Ispra, significa sostituire la competenza
scientifica con gli interessi di lobby".
"Non staremo certo a guardare - assicura l'esponente rossoverde -
e faremo barricate per fermare questo scempio. La natura italiana
è un bene comune e continueremo a difenderla da chi vuole
smantellarne le tutele per fare un favore alle lobby della
caccia".
"Chiediamo pertanto con forza - conclude Pellegrino - che il
Parlamento ascolti il grido d'allarme lanciato da oltre 400mila
cittadini, dalle associazioni ambientaliste e dagli organismi
europei e fermare il ddl Malan. La tutela degli ecosistemi è un
dovere costituzionale e non è negoziabile".
ACON/COM/aa